sabato, marzo 29, 2008

Una vota, era tutto più facile. Un uomo sapeva cosa volesse dire 'essere un uomo'. Reagiva davanti alle cose sbagliate, aveva il diritto di farlo. Anzi, era scontato che lo facesse.
Lo stile di vita, e i continui confronti, in qualche modo preparavano agli inevitabili conflitti. Quelli che possono portare al disgregamento ...o alla morte.

Poi è successo qualcosa; abbiamo oltrepassato la decenza.
Gli avvocati sono diventati nostri pastori e ciò che un tempo era comprensibile e lineare, si è intorpidito nella burocrazia di ciò che definiamo 'civilizzazione'.
Ora non si reagisce più davanti alle cose sbagliate. Si bivacca nei tribunali macinando chilometri di cavilli burocratici.
La donna ha chiesto la parità, e alla fine l'ha ottenuta. Non conquistando tutti i privilegi dell'uomo, ma castrandolo, in una sagoma femminile.

Non mi importa cosa dite; questo non è progresso. non è neanche evoluzione.
E' una malattia, e c'è bisogno di qualcuno che capisca qual'è la posta in gioco.
Qualcuno che possa esporsi come un vero uomo, e prendere posizione contro le ingiustizie di questo mondo.


Chiedimi pure perchè ho fatto quello che ho fatto; mi hai dato forse un'altra scelta?
Come potevo attirare la tua attenzione?
Chiedevo solo di esistere nel tuo mondo.
Chiedevo solo che mi dedicassi un po' di tempo per vedermi davvero, e aiutarmi a trovare una via di uscita.
postato da: donbairo alle ore 00:14 | link |
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domenica, marzo 16, 2008

la musica mi ha salvato.... ancora
postato da: donbairo alle ore 00:13 | link |
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sabato, gennaio 19, 2008

    "Vennero per i comunisti
    e io non parlai perché non ero un comunista.
    Quindi vennero per gli Ebrei,
    e io non parlai perché non ero un Ebreo.
    Quindi vennero per i sindacalisti
    e io non parlai perché non ero un sindacalista.
    Quindi vennero per i cattolici,
    ed io non parlai perché ero un protestante.
    Quindi vennero per me
    e a quel punto non rimaneva nessuno che potesse alzare la voce."
postato da: donbairo alle ore 02:24 | link |
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lunedì, dicembre 31, 2007

QUANDO MI VEDRANNO IN GINOCCHIO SARA’ SOLTANTO PERCHÉ STARO’ PRENDENDO BENE LA MIRA!
postato da: donbairo alle ore 15:34 | link |
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martedì, dicembre 11, 2007

Mi dice il mio amico Germano:
"andiamo a annusare sellini di bici
davanti al linguistico Pia Crocefissa
Maria Ausiliatrice Piagata ed Assunta
dal Buon Redentore"

Io dico: "È una scuola maschile!"
Germano m'incalza: "Ué, non fare il sottile!
Lo dico per te, è tutto grasso che cola,
tu pensa soltanto se ai tempi di scuola
lo avessi trovato qualcuno
che annusa la tua Roma Sport!"

Effettivamente non l'ho mai trovato,
"ma io non ci voglio venire, ci ho già il mio da fare
ci ho corso di nausea e le gare - ecco - di Orzoro!"
Io poi lo so già che i sellini non c'è da fidarti,
tu arrivi, saluti, ci provi a sederti,
ma il sellino di dice:
"FUORI DAI COGLIONI!"
Oh, yes.

"Ehilà, ciao a tutti, come state, state bene?"
"Sì, stiamo bene, grazie!"
"Come state?"
"Stiamo bene!"
"Ciao, ciao!"
"Sì, ciao!"
"Ciao a tutti!"

È un mulo, l'amico Germano,
un martello, un aratro,
ste cazzo di feste e le gite,
il teatro, lui poi ci ha un bel dire:
"Uei non fare il musone
se siamo sei coppie e tu invece da solo.
Non fare la faccia di quello
che sembran due mesi che qui non si ciula.
Che invece è due anni,
però non importa.
Siam qui con Ermanno, la Cicci, la Dada,
Alessandra, Fiorenzo, la Titti, Sabrino,
Samantha, Martino, la Zizzi, la Merdi,
divertiti su!"

Okay, mi diverto però non vorrei
succedesse come tre anni fa,
quando dicesti: "Vedi, tu e Rita
dovreste venire a teatro più spesso!
Io non concepisco il tuo disinteresse
per l'arte più pura"
Però concepisti con Rita un bambino
nel buio del retro foyer.

Germano, sei proprio un amico,
che spasso quel Tito Andronico,
ti bacio e ti strabenedico,
ma scusa se adesso fornico la madre di te.
postato da: donbairo alle ore 18:03 | link |
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sabato, novembre 17, 2007

Ho visto gente invecchiare da sola
ho visto vendere davanti alla scuola
ho visto la vita una vita che inizia
buttata in un sacco come fosse immondizia
ho visto l'aria arroventata dal piombo
e terre assetate in troppe parti del mondo
non è da molto che io vivo che esisto
eppure ti giuro sono cose che ho visto
chiedo solo che
intorno a me
la gente sia più vera
questo al di là
di ogni età
ideologia o bandiera
chiedo solo che
che si faccia poi insieme
qualcosa perché
finiscano presto
le cose che ho visto
ho visto il cielo diventare pesante
coperto dall'ombra di una nube gigante
ho visto l'acqua che nessuno può bere
ho visto e mai avrei voluto vedere
spero solo che
sopra di me
la gente che comanda
sappia quel che fa
e se lo sa
almeno ci risponda
spero solo che
che la gioventù futura
non veda mai più
nemmeno in tv
le cose che ho visto
e mi domando cosa si deve fare
di certo lottare e non solo parlare
per fare finire far cessare l'orrore
mi chiedo se può bastare solo l'amore
postato da: donbairo alle ore 18:47 | link |
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giovedì, novembre 15, 2007

La verità è che l’amore mi ha bruciato
quand’ero piccolo l’amore mi ha scottato
e me ne stavo seduto sul mio prato a guardare le stelle nel cielo
la verità è che l’amore mi ha bruciato
quand’ero piccolo l’amore mi ha scottato
E ora sono seduto sul mio prato a guardare una rosa che cresce

La verità è che io non ho amato
quand’ero piccolo io non ho amato
E ora starò da solo a guardare l’aria del mare senza più tornare
e fermerò il tempo e lo spazio e con lo sguardo attento guarderò lontano niente

Prima viene la pietra che non beve e non mangia
poi viene il cielo il cielo che non ha la forma
poi viene l’albero che non teme l’inverno
poi viene il sole il sole che mai si spegne
poi una luce ancora che sta su un muro in campagna
poi una coccinella che vola di fiore in fiore
e vorrei essere il sole che sta scaldando una ragazza
che prende il sole sulla spiaggia che è lucente e splendente

la verità è che la musica mi ha salvato
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato
e me ne stavo seduto sul mio prato ad ascoltare il mangiadischi cantare
la verità è che la musica mi ha salvato
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato
e ascoltavo mia madre parlare, mio fratello giocare e l’universo a girare
e me ne stavo da solo a sognare in ripostiglio a giocare con i soldatini a giocare.
postato da: donbairo alle ore 03:23 | link |
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venerdì, novembre 02, 2007

Niente è
uguale a prima se
ruvida è
la pelle bianca che
parla da sé
mi dice che non tornerà
quel liscio ahimè
resta illo tempore

potessi dirti anch’io
una bugia
saprei senz’altro dirti
è colpa mia
ma ho solo voglia,sai
di andare via
dei miei robot
io ho nostalgia

questa è
la storia di un bambino che
non c’è più
e non vuole essere re

ma cosa importa ormai
è una bugia
saprei senz’altro dirti
è colpa mia
ma ho solo voglia,sai
di andare via
dei miei robot
ho nostalgia
postato da: donbairo alle ore 14:59 | link |
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Io sono la luce, il calore, senza tregua.
Invece voi, voi che divorate la notte,
voi che inseguite il mistero,
voi che celebrate l'ambiguo,
voi che vi fate sedurre dalle passioni, tentare dai sensi,
voi che mi avete adorato come fossi un Dio,
non vi siete mai chiesti se io abbia un desiderio?

Vorrei vivere una notte, anche una sola.
postato da: donbairo alle ore 12:53 | link |
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lunedì, ottobre 29, 2007

Ecco stasera mi piace così
con queste stelle appiccicate al cielo
la lama del coltello nascosta nello stivale
e il tuo sorriso trentadue perle
così disse il ragazzo nella mia vita non ho mai avuto fame
e non ricordo sete di acqua o di vino
ho sempre corso libero, felice come un cane.
Tra la campagna e la periferia e chissà da dove venivano i miei
dalla Sicilia o dall'Ungheria
avevano occhi veloci come il vento leggevano la musica
leggevano la musica nel firmamento

Rispose la ragazza ho tredici anni
trentadue perle nella notte
e se potessi ti sposerei per avere dei figli
con le scarpe rotte
girerebbero questa ed altre città
questa ed altre città a costruire giostre e a vagabondare
ma adesso è tardi anche per chiaccherare.

E due zingari stavano appoggiati alla notte
forse mano nella mano e si tenevano negli occhi
aspettavano il sole del giorno dopo
senza guardare niente
sull'autostrada accanto al campo
le macchine passano velocemente
e gli autotreni mangiano chilometri
sicuramente vanno molto lontano
gli autisti si fermano e poi ripartono
dicono c'è nebbia, bisogna andare piano
si lasciano dietro un sogno metropolitano.
postato da: donbairo alle ore 00:40 | link |
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Ho solcato tutte le onde della Rete: e mi son rotto le palle. Internet dà molto, ma si prende indietro tutto.

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